Il progetto

 

La casa dell’apprendimento

 

Per un’Educazione alla Vita

iniziative per contrastare la dispersione scolastica, recuperare la scolarità, favorire il successo scolastico di tutti e di ognuno

… ed essere VISIONARI





Tu non sai: ci sono betulle che di notte levano le loro radici, e tu non crederesti mai

che di notte gli alberi camminano o diventano sogni.
Pensa che in un albero c'è un violino d'amore.
Pensa che un albero canta e ride.
Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi diventa vita.

 

ALDA MERINI

 

 

 

 

Ci sono  betulle, bambini e sogni. E c’è la scuola, che li racchiude tutti e tre.

 

 

 

 

0. Premessa

 

A volte però i sogni si frantumano e cadono a pezzi, così come la curiosità e la voglia di imparare cadono a pezzi.

Assistiamo di conseguenza ad un crescente disagio di allievi, insegnanti, genitori.

Per questo occorre cambiare la cultura della scuola.

Partiamo dalla premessa che dal prossimo anno scolastico prenderà avvio una riorganizzazione della rete scolastica del Comune di Modena, che vedrà la costituzione di dieci Istituti Comprensivi: questo agevolerà le azioni di contrasto alla dispersione scolastica e nello stesso tempo si renderà necessaria una comune progettazione strutturata in verticale dei contenuti relativi al tema. Per questo le scuole Primarie entrano in questo progetto come partner, partecipando al percorso formativo inerente la motivazione scolastica.

“Oggi il sistema scolastico continua a immaginare una realtà che non esiste più. La vita delle famiglie è cambiata, ma la scuola non se n’è accorta: il 50 per cento delle famiglie è composto da genitori single, ma la scuola continua incredibilmente a pensare che al pomeriggio i figli debbano stare con la famiglia. Anche perché così ci pensano i parenti allo studio. Al mattino tutti a scuola a imparare e al pomeriggio tutti a casa a studiare. Sembra un film degli anni Sessanta.” [1]

Assumendo come stimolo le parole di Giacomo Stella, la Comunità Scolastica, in sinergia con gli Enti e i Servizi del Territorio, intende promuovere un’ accurata e sistemica riflessione intorno alle emergenze educative che investono la società e la scuola nella sua globalità.

L’intento è quello di guardare al fenomeno del disagio attraverso un’ottica multifattoriale e darne una lettura in chiave di complessità.

Gli interventi effettuati sinora per arginare il problema hanno condotto a risultati parziali, in quanto spesso l’approccio adottato mantiene una concezione della dispersione come una dimensione insita nel singolo individuo, da affrontare prevalentemente con interventi settoriali centrati quasi esclusivamente sull’aspetto del rendimento scolastico e delle performance cognitive.

Un dato importante: la Commissione Europea imputa anche all’inadeguatezza del livello di competenze dei cittadini europei giovani e adulti, la stagnazione dell’attuale economia europea.

Operando quindi in sintonia con le strategie di Lisbona, della cooperazione tra differenti Paesi Europei e del dialogo interculturale, intendiamo, noi rete delle Scuole Medie di Modena, costruire un nuovo modello di scuola, innovativo nella sua articolazione pomeridiana, ma anche nelle scelte didattiche e metodologiche curricolari del fare scuola quotidiano. Siamo giunti alla convinzione che sia necessario, ribadiamo, cambiare il modello di scuola. Da qui deriva il titolo assegnato al progetto: la scuola come casa dell’apprendimento, dove stare bene e crescere insieme. Per molti dei nostri alunni la scuola è l’unica “casa” che possiedono!

Si tratta di un obiettivo di ampio respiro e a lungo termine: per questo abbiamo creato una preziosa sinergia nel territorio che si pone come mission un forte investimento per il raggiungimento di un comune traguardo. All’interno di tale cornice, si inserisce  questo Progetto da presentare alla Fondazione Cassa di Risparmio, che rappresenta quindi un fondamentale tassello di un quadro più composito che si pone l’obiettivo sopra dichiarato.

Per questo saremo affiancati e supportati, sia in termini di risorse umane che economiche, dalle seguenti Istituzioni  del Territorio: L’Assessorato all’istruzione e l’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Modena, La Fondazione San Filippo Neri, l’Associazione di volontariato Città&Scuola, come si evince anche dal prospetto dei costi del progetto.

Per le finalità sopra descritte, si intende costituire, come articolazione del tavolo distrettuale relativo alla dispersione scolastica già esistente, un comitato ristretto rappresentativo del territorio del Comune di Modena in cui operiamo, composto da alcuni componenti appunto del tavolo distrettuale: due Dirigenti Scolastici, due Docenti, una rappresentanza dell’Assessorato all’Istruzione, una rappresentanza dell’Assessorato ai Servizi Sociali, la Dirigente della Fondazione San Filippo Neri.

 

Il comitato così composto avrà compiti di progettazione, coordinamento, monitoraggio, e verifica  di tutte le azioni messe in campo a contrasto del disagio e della dispersione scolastica, ivi comprese quelle previste dal Progetto “La casa dell’apprendimento”.

 

Come cambiare il modello di Scuola

Ispirandoci al progetto MOST[2] (Motivazion to Study) ed alla metodologia della FLIPPED CLASSROOM, pensiamo ad una scuola motivante, aperta, che offra diverse opportunità formative che si concretizzino al pomeriggio tramite laboratori (ri)creativi, ateliers, officine, centri d’interesse, coinvolgimento delle botteghe artigiane, sperimentazione di laboratori degli itinerari Scuola- Città del Comune di Modena.

Una scuola bottega, un cantiere scuola, dove stare insieme, tutti, per costruire il proprio futuro sulla base dello sviluppo delle potenzialità di ciascuno, creando senso di appartenenza e stimolando negli alunni e negli insegnanti la sensazione di partecipare alla scuola con ruoli attivi.

E’ dimostrato che quando i ragazzi collaborano a realizzare un’impresa comune, diminuiscono anche le dinamiche tipiche del bullismo.

Prioritariamente, con il progetto MOST ci poniamo l’obiettivo di implementare le competenze e le abilità dei docenti di motivare gli alunni attraverso un approccio alla motivazione basato sulla psicologia culturale, “che consente di superare i limiti dell’approccio cognitivo orientato fondamentalmente alla dimensione individuale. La psicologia culturale considera la mancanza di motivazione e la difficoltà a studiare principalmente come il risultato di una mancata integrazione degli alunni più svantaggiati all’interno del contesto scolastico, che finisce con il diventare il luogo in cui si riproducono le originali differenze socio-economiche.”[3]

L’apprendere, il pensare, il parlare, l’immaginare sono tutte azioni rese possibili dalla partecipazione a una cultura, come ci ricorda J. Bruner.

Agendo in questo senso, intendiamo promuovere un approccio fortemente improntato alla prosocialità, relativo al tempo scuola del mattino ma anche del pomeriggio: crediamo infatti che il comportamento prosociale, favorendo un apprendimento di tipo cooperativo, crei l’opportunità di condividere le differenze, in modo da valorizzare ogni singolo studente, aumentando il senso d’identità personale e di appartenenza alla comunità, dimensioni che influenzano gli stessi processi cognitivi. Si riconosce in questo modo il fondamentale ruolo giocato dalle relazioni e dalle emozioni nei processi di apprendimento, in un continuo intreccio tra pensiero e azione.

“Non abbiamo imparato a camminare o ad andare in bicicletta ascoltando delle lezioni. Il nostro apprendimento si svolge in una continua interazione tra pensiero e azione.”[4] Gli autori  affermano che risulta indispensabile sviluppare tre intelligenze: sociale, emotiva, sistemica

ed è ormai comprovato che questo obiettivo non è raggiungibile tramite una pedagogia tradizionale.

Ecco infatti che trova spazio anche la metodologia della Flipped Classroom, o insegnamento capovolto, che trova le sue radici teoriche in SOCRATE, la MONTESSORI e DON MILANI.

Un medico e un prete hanno rivoluzionato la pedagogia del novecento! E un filosofo ha posto, più di duemila anni fa, le basi per una didattica attiva, come costruzione personale del sapere. Da qui possiamo ripartire, liberando il tempo dedicato alla lezione frontale e alla correzione dei compiti  assegnati a casa per organizzare lavori di gruppo, rispondere alle domande degli alunni e per tante altre attività nelle quali veramente lo studente assume il ruolo di protagonista della sua formazione. L’insegnamento capovolto consiste proprio nell’invertire il luogo dove si segue la lezione (a casa propria anziché a scuola) con quello in cui si studia (a scuola anziché a casa).

L’idea semplice ma rivoluzionaria al tempo stesso consiste nel fare in modo che i ragazzi possano consultare il materiale didattico predisposto dall’insegnante (video, risorse multimediali, libri, e-book…) relativo a un tema (meglio a un problema) posto, prima della lezione, quindi a casa. In classe l’insegnante può così proporre  e seguire le attività applicative rimanendo al fianco degli alunni: esercitazioni, laboratori, risoluzione di problemi, studio di casi, attività di approfondimento, ecc., potendo intervenire a supporto di ognuno, personalizzando l’intervento. Approdiamo così al paradigma di una didattica di tipo costruttivista e sociale.

Dobbiamo tornare seriamente ad occuparci di apprendimento, cominciando da coloro che hanno difficoltà ad imparare, cambiando modo di insegnare.

“La scuola oggi insegna e valuta, qualcun altro deve occuparsi di aiutare a imparare.”[5]

In orario pomeridiano: si prevede l’istituzione di tre pomeriggi per ogni scuola media, nei quali coinvolgere 6 ragazzi di ogni futuro Istituto Comprensivo (totale 60 studenti) individuati come a forte rischio dispersione o devianza, in attività centrate sugli interessi e attitudini dei ragazzi, creando anche collaborazioni con le botteghe artigianali del Territorio e delle Scuole Superiori, inoltre sperimentando percorsi laboratoriali all’interno degli Itinerari Scuola-Città del settore Istruzione del Comune di Modena. Attività da svolgere in affiancamento di educatori professionalmente competenti nel trattare con ragazzi in situazione di forte disagio.

 

Questa la finalità del nostro agire all’interno di una cornice pedagogica di ampio respiro che ci vede impegnati su due fronti:

1-    costruire un sistema educativo e formativo nel nostro territorio centrato sul modello innovativo di scuola proposto

2-    progettare ed attuare percorsi educativi incisivi rispetto alle situazioni più problematiche presenti dentro le nostre aule

 

Entrambe le azioni si pongono il grande obiettivo di contrastare ed abbassare drasticamente il disagio, la dispersione scolastica, l’abbandono.

Si tratta di un’operazione condivisa e discussa con i rappresentanti degli Enti del Territorio: il Prefetto, il Questore, la Dirigente dell’Ufficio Territoriale VIII, l’Assessore all’Istruzione e l’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Modena, la Fondazione San Filippo Neri, i Dirigenti Scolastici, le Associazioni di Volontariato.

Per questo si rende necessario un investimento forte di tutta la Comunità Educante modenese, è necessario crederci, sono necessarie risorse umane ed economiche, è necessario un CAMBIAMENTO.

Aderendo a questo bando ci si prefigura la possibilità di avviare la nostra rivoluzione innovando e implementando il progetto che la rete delle Scuole Medie conduce da molti anni sul fronte della dispersione scolastica.

 

“DANS LA COURSE EFFRENEE QUI VIVENT NOS ENFANTS AUJOURD’HUI, LA DECOUVERTE DU PLAISIR D’APPRENDRE RESTE L’ACTE FONDATEUR DE TOUTE EDUCATION”[6]

 

Philippe Meirieu

 

1.Descrizione

 

Per quanto sopra, nostro intento sarebbe quello di realizzare, partecipando a questo bando, principalmente l’azione descritta sopra al punto 2: progettare ed attuare percorsi educativi incisivi rispetto alle situazione più problematiche presenti nelle nostre aule. Ci rivolgiamo quindi agli alunni in condizione di  disagio grave, ossia specificatamente a quei ragazzi che manifestato il loro disagio esistenziale attraverso comportamenti trasgressivi agiti nel gruppo e con il gruppo, ovvero  tramite comportamenti autolesivi, o illegali; tramite astensione frequente e/o prolungata dalle lezioni, e abbandono scolastico.

Di fronte a questi comportamenti, la complessità delle variabili che si vengono ad attivare e le modalità sempre specifiche e soggettive con cui si intersecano, implicano che si adotti un’ottica sistemica per articolare l’intervento, che coinvolga famiglia, scuola, istituzioni.

Si tratta molto spesso di ragazzi stranieri, ragazzi provenienti da famiglie in situazioni di deprivazione sociale, economica, culturale. (Vedere la tabella allegata)

 

La scuola innanzitutto dovrà  saper creare un clima accogliente, aperto e partecipato in cui tutti gli studenti siano accompagnati nel loro percorso educativo con attenzione ai bisogni specifici (alunni stranieri, alunni con DSA,  alunni con svantaggio culturale e socio-economico: insomma tutti gli alunni con bisogni educativi speciali), per favorire la crescita delle abilità e delle competenze, per accrescere le opportunità e le occasioni d’apprendimento, per valorizzare le scelte individuali e l’autonomia nelle stesse.

Per realizzare ciò la scuola potrà attingere alle nuove risorse previste dall’organico potenziato, ma dovrà soprattutto saper coagulare attorno a sé le risorse economiche e umane  disponibili nel Territorio. Alcune di queste pratiche rappresentano già infatti opportunità concrete rivolte alle scuole, ad esempio tutte le azioni a supporto del consolidamento delle competenze linguistiche dei minori stranieri, attuate dal settore Istruzione del Comune di Modena, oppure il progetto Scuola-Bottega denominato ora Cantiere Scuola, o ancora i laboratori pomeridiani organizzati con la partecipazione e accompagnamento del volontariato.

 

Il contesto in cui i ragazzi in disagio grave sono inseriti, il clima accogliente, l’esempio a cui far riferimento rappresentano il punto di partenza fondamentale per cercare di affrontare la complessità delle problematiche da loro rappresentate.  Si tratta di una condizione necessaria per condurli nel percorso di  acquisizione  della capacità di essere agenti consapevoli delle proprie azioni e del proprio progetto esistenziale.

 

 

 

 

Prevediamo:

·      Affiancamento degli alunni in grave disagio da parte di un educatore appositamente formato

  • Permanenza a scuola al pomeriggio per attività  ri-creative, di laboratorio e ricerca per migliorare l’autostima, la motivazione, far emergere ambiti di interesse per il futuro percorso di studi
  • Sperimentazione di percorsi in collaborazione con le botteghe artigianali e delle Scuole Superiori
  • Consolidamento delle competenze linguistiche per gli alunni stranieri
  • confronto periodico sugli aspetti educativi tra famiglia, educatori, scuola ed altri istituti coinvolti
  •  Presenza di una struttura di confronto tra educatori ed esperti dell’educazione che consenta di monitorare il percorso e predisporre le modifiche necessarie in itinere
  • Supervisione di un esperto o un gruppo di esperti con funzioni di monitoraggio del progetto  e consulenza per tutti gli attori coinvolti

 formazione dei docenti per quanto previsto dal progetto MOST

  • Raccordo con il tavolo distrettuale sulla dispersione scolastica.

 

 

2.Obiettivi del progetto / Risultati attesi

 

·      Dare risposta alle necessità complesse degli alunni in condizione di disagio grave, facendo leva sulle proprie capacità e attitudini

·      Offrire loro la possibilità di raggiungere maggiore autostime, autonomia, motivazione

·      Coinvolgere i docenti formati al metodo MOST nella disseminazione di buone pratiche all’interno della propria scuola

·      Modificare significativamente il modo di far scuola

·      Rivolgere a tutti gli alunni in disagio proposte di  ampliamento dell’offerta formativa ed in particolare del tempo trascorso a scuola;

·      Modificare il metodo  di lavoro e l’articolazione delle proposte didattiche attraverso l’adozione di differenti metodologie, per contrastare anche il rischio bullismo.

La valutazione, in itinere e finale,  si avvarrà di indicatori e di carattere quantitativo (numero partecipanti, numero corsi, numero prodotti; risultati scolastici) e di carattere qualitativo (aspetti didattici delle attività realizzate).

 

3 Analisi del contesto

Da oltre un decennio i temi del disagio scolastico e della dispersione sono stati affrontati dalle scuole medie di Modena in rete tra loro, consentendo di contrastare e contenere il fenomeno della dispersione e del disagio in modo significativo, ma ora il quadro è cambiato e i dati sono in aumento.

Infatti, come confermano diverse indagini e più fonti, locali e nazionali, anche a Modena  è crescente la manifestazione di disagio psicologico, sociale, economico dei preadolescenti.

Preoccupa in particolare la situazione dei ragazzi in disagio grave per i quali, anche se la dispersione scolastica fino al diploma di terza media risulta contenuta, non sono stati ancora individuati  strumenti idonei per arginare l’abbandono che si verifica ai primi anni delle superiori.

E’ per questo motivo che crediamo essenziale  predisporre un’azione di prevenzione a tutto campo, come ci proponiamo di fare con questo progetto, rafforzando abilità e competenze dei soggetti interessati.

 

4, Risultati attesi

 

·      Sensibile riduzione del disagio e della dispersione scolastica

·      conseguente innalzamento della competenze relazionali, di cittadinanza e intellettuali

·      Sviluppo del senso di appartenenza, dell’autostima e della motivazione

Per verificare i risultati:

·      Azioni di monitoraggio e confronto indicate al punto 1

  • Analisi dettagliate dei gruppi classe in cui sono inseriti i ragazzi coinvolti, da effettuarsi ad avvio d’anno e in itinere da parte dei consigli di classe, per individuare i bisogni educativi e per  organizzare le attività specifiche di rinforzo scolastico e motivazionale
  • Confronto, tra le scuole in rete, delle iniziative promosse in ogni plesso e la definizione delle procedure per la condivisione di materiali e risorse
  • Periodico confronto tra realtà esterne che cooperano con la scuola e i docenti dei consigli di classe
  • Analisi dei dati raccolti dalle osservazioni in itinere e dalle realizzazioni finali
  • Monitoraggio dei risultati conseguiti  nel biennio successivo

 

5.Descrizione degli  elementi innovativi

 

·      Un nuovo modello di scuola: si lavora sulla motivazione, si applica la flipped classroom, si organizzano 3 pomeriggi per ogni scuola in cui coinvolgere gli alunni in specifiche attività nel territorio, togliendoli dalla strada

·      il coinvolgimento attivo delle famiglie

·      la realizzazione di percorsi didattico-educativi che attuino  la didattica laboratoriale e la peer education , per il recupero delle competenze di base e della motivazione (progetto MOST), anche utilizzando le moderne tecnologie

·      la possibilità di fornire ai ragazzi più problematici pluralità di interventi coordinati da una persona di riferimento (educatore) con il compito di accompagnare l’alunno sia  in  attività sia in percorsi basati sull’ascolto attivo, che favoriscano la riflessione, l’autovalutazione e la ricerca di motivazione;

·      il coinvolgimento delle istituzioni del territorio

·      l’attenzione alle diverse problematiche (psicologiche e materiali) che possono essere di ostacolo al pieno successo formativo.

 

6.Azioni di comunicazione previste

 

·      Presentazione del progetto ai collegi dei docenti

·      Mostre delle realizzazioni in occasione delle feste di fine anno;

·      Conferenze e/o eventi specifici sulle rilevazioni effettuate nel corso delle attività e sull’andamento delle stesse;

·      Informazioni diffuse tramite i singoli siti internet delle scuole e sul sito della rete.

·      Produzione di report e manuali esemplificativi delle esperienze;

·      Allestimento di una specifica piattaforma on-line per lo scambio e la condivisione di quanto realizzato:  materiale didattico, prodotti specifici, software, ecc.

·      Rappresentazioni comuni di tutte le scuole, aperte alla cittadinanza delle attività realizzate nei vari laboratori: festival musicali/teatrali , tornei, esposizioni.

 

 



[1] G. Stella, Tutta un’altra Scuola, Giunti, pag. 9

[2] Iniziativa finanziata nell’ambito del programma LLP Comenius 2009

[3] M. Cozzolino e altri, Motivazione allo studio e dispersione scolastica, Franco Angeli

[4] D. Goleman P. Senge, A scuola di futuro. Manifesto per una nuova educazione, Rizzoli E Tas, pag. 90

[5] G. Stella, op. cit., pag. 27

[6] P. Meirieu, Le plaisir d’apprendre, Autrement – “Nel ritmo sfrenato che vivono oggi i nostri ragazzi, la scoperta del piacere di iapprendere resta l’atto fondatore di tutta l’educazione”